Perchè sento dolore?

Lo scopo del presente articolo è quello di schematizzare le informazioni riguardanti il dolore, in particolare modo il dolore ricorrente, in modo da fornire una guida per il paziente, utile per:

  • comprendere come funziona e quali meccanismi regolano l’esperienza del dolore
  • gestire al meglio il proprio problema e mettere in atto le giuste strategie per il recupero.

Ogni capitolo avrà dei link con cui approfondire le informazioni esposte. Questa guida fornisce dei consigli generali ed è, quindi, importante rivolgersi a un professionista sanitario per valutare e comprendere nello specifico la propria situazione.

Questo articolo può essere di aiuto per trovare risposte ad alcune domande, quali: perchè continuo a sentire dolore? perchè il dolore non passa? cosa posso fare per ridurre il dolore?

PRINCIPI SUL DOLORE

Cos’è il dolore?

Il dolore è un’esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata ad un danno tissutale, in atto o potenziale, o descritta in termini di danno e influenzata da fattori cognitivi e sociali. (clicca qui per approfondire)

Da questa definizione è fondamentale comprendere che il dolore non è necessariamente associato a un danno (dolore nocicettivo) e che molti aspetti della tua vita possono influenzare il dolore. Questa è una cosa importante perchè significa che esistono molte opzioni per trattare e migliorare il dolore.

La nocicezione

Il sistema nocicettivo rappresenta il sistema di allarme del corpo e avvisa in caso di un potenziale rischio per un danno tessutale. I recettori periferici presenti nel nostro corpo (cute, muscoli, articolazioni, tendini e legamenti) si attivano per stimoli meccanici, chimici o termici e inviano segnali al sistema nervoso centrale (midollo spinale e cervello), che ha il compito di processarli. La nocicezione non determina sempre un’esperienza dolorosa, ma ciò avverrà (inconsciamente) solo quando l’informazione che giunge al cervello verrà considerata come una minaccia. Lo scopo di questo sistema di allarme è quello di innescare una reazione di protezione per salvaguardare l’integrità del nostro corpo. (Se ci rompiamo un osso della gamba, il corpo produrrà dolore in modo da attivare un strategia di protezione, cioè evitare di caricare il peso sull’arto inferiore lesionato).

Il sistema nocicettivo è molto importante ed utile per il corpo, ma in alcuni casi può alterarsi (sensibilizzarsi) e innescare un’esperienza dolorosa non associata a un danno tissutale e determinare un impedimento nella svolgimento delle attività quotidiane, lavorative e/o sportive. Per comprendere meglio l’argomento clicca qui.

Immaginare il dolore come un allarme aiuta a dare un senso ad alcuni aspetti e caratteristiche. Nei paragrafi seguenti spiegheremo come gli allarmi possono sensibilizzarsi e perché il dolore può diventare persistente.

SENSIBILIZZAZIONE e MESSAGGI CHIAVE

Il dolore può essere rappresentato come il segnale emesso del nostro sistema di allarme per far si che si inneschi una reazione di protezione. Fisiologicamente dovrebbe attivarsi quando si manifesta un pericolo (potenziale o reale) e spegnersi una volta superata la minaccia. Come abbiamo precedentemente visto il dolore è un’esperienza multi-dimensionale e pertanto può essere influenzata da più fattori. Qualsiasi informazione che convinca il nostro cervello che c’è bisogno di protezione può contribuire a generare dolore. Un danno può essere di sicuro una causa del dolore, ma non è l’unica. E non serve un danno per avere un dolore persistente. Il sistema di allarme può sensibilizzarsi, cioè attivarsi per stimoli normalmente non pericolosi, ma che vengono percepiti come tali, oppure attivarsi in assenza di un pericolo o un danno. Questa sensibilizzazione può essere la conseguenza di molte cause, come: ansia, paura, paura del movimento, esperienze passate sgradevoli, stress etc.

Detto ciò e importante sottolineare alcuni aspetti:

  • La sensibilizzazione non è sempre un evento negativo, nel breve periodo è utile e agevola la guarigione evitando di farsi nuovamente male.
  • Come esistono tanti fattori che possono sensibilizzare o attivare il sistema di allarme, esistono tante strategie per spegnere il dolore o per ridurne l’intensità. È fondamentale imparare a interrogare il dolore per capire il suo funzionamento, scoprire i fattori contribuenti (ciò che facilità l’esperienza dolorosa), aggravanti (ciò che ci fa stare peggio) e allevianti (ciò che fa stare meglio).
  • il dolore è poco correlato al danno (o a una “anomalia”). È frequente ritrovare delle “alterazioni” nel sistema muscolo scheletrico (protrusioni, ernie, degenerazioni, lesioni, calcificazioni, usura, schiaccimenti) che sono da considerare normali e non sono associate ad una esperienza dolorosa (clicca qui per approfondire).
  • Le strutture articolari e muscolari (ad esempio la schiena) sono forti e resistenti, più di quello che si pensa, e si adattano, cioè rispondono positivamente agli stimoli a cui vengono sottoposte (ad esempio tramite l’esercizio).

Per comprendere meglio quanto appena esposto clicca qui.

FATTORI CONTRIBUENTI

Nel precedete paragrafo abbiamo accennato all’importanza di conoscere i fattori contribuenti della propria esperienza dolorosa, soprattutto in casi di dolore persistente o ricorrente (dove il dolore è più correlato alla sensibilità del sistema di allarme che a un “danno”). I fattori contribuenti sono quegli elementi che tendono a rendere più sensibile, iper-attivo il nostro sistema di allarme (aumentanone il volume) ed è importante riconoscerli in modo tale da imparare a gestirli e migliorare la propria situazione.

Quali sono i fattori contribuenti?

  • stress fisici o meccanici
  • stress lavorativi o sociali
  • mancanza di sonno
  • isolamento
  • credenze errate sul dolore o sul funzionamento del corpo
  • paura del movimento
  • ansia
  • depressione
  • mancanza di supporto
  • abitudini sbagliate

Tutti questi elementi possono aumentare la probabilità di avere un infortunio o facilitare la sensibilizzazione del sistema di allarme e quindi farci sentire più dolore o per più tempo. Non sempre la presenza di un determinato fattore contribuente deve per forza influire negativamente sull’esperienza dolorosa. Spesso è la coesistenza e la somma di più fattori a innescare il problema. Oppure, ancora, è la quantità e rapidità con cui gli stress (fisici, lavorativi, sociali etc) si manifestano e sovraccaricano il nostro corpo a facilitare la percezione di dolore e aumentare la probabilità di infortuni. Il nostro organismo è estremamente adattabile e resistente agli stress, ma deve avere il tempo di abituarsi, di imparare, di allenarsi.

Per approfondire e ottenere informazioni più dettagliate clicca qui

Alla luce di quanto esposto prova a interrogare la tua situazione per individuare la presenza o meno di questi elementi e capire cosa puoi fare. Iniziare ad affrontare anche uno di questi elementi potrebbe già migliorare la tua esperienza dolorosa.

STRATEGIE DI RECUPERO

Quanto scritto, fino ad ora, ha permesso di iniziare ad esporre cos’è il dolore, quali meccanismi ci sono alla base e da cosa è influenzato. Conoscere e capire l’argomento è il primo passo nella direzione della guarigione. Il secondo passo è interrogare la propria situazione, diventarne consapevoli e individuare su quali fattori agire per migliorare il proprio problema.

Nella guida allegata troverai una serie di domande che aiuteranno nel processo di presa di consapevolezza e delle indicazioni sulle strategie di recupero migliori.

Clicca qui per gli strumenti di autovalutazione e le strategie di recupero

Il presente articolo è stato scritto basandosi sulla guida redatta dal Dr. Greg Lehman e tradotta da FisioBrain. Il consiglio è di leggere e utilizzare gli strumenti forniti e di affidarsi a quei professionisti sanitari competenti in materia che possono aiutarti nel tuo percorso di recupero e guarigione.